La società di articoli tecnici in gomma, plastica e silicone, giunge all’importante anniversario con 14 siti produttivi, 1780 dipendenti e un fatturato aggregato di 180 milioni di euro. 

Gli anniversari delle aziende sono sempre un traguardo da festeggiare. Se poi a compiere gli anni, 60 per la precisione, è un gruppo italiano, l’evento merita una giusta celebrazione. Oldrati Group oggi è una realtà internazionale tra le più importanti nella produzione di componenti e articoli in gomma, plastica e silicone, è stata fondata nel 1964 a Villongo in provincia di Bergamo da Vanni Oldrati nella italianissima Rubber Valley, area fra le province di Bergamo e Brescia vocata alla filiera di lavorazione della gomma. Sono oggi 14 i siti produttivi del gruppo presenti in Italia e all’estero, con due insediamenti in Turchia, mercato questo che l’ad Manuel Oldrati ha definito molto interessante. Nella più classica tradizione italiana, Oldrati Group è una family business organizzata con una struttura manageriale funzionale alla governance, alle dimensioni e allo sviluppo, con la famiglia Oldrati che vede la sua terza generazione entrare in azienda.

Progetti di circolarità

Complessivamente Oldrati Group occupa un’area di 220.000 metri quadri, 140.000 dei quali coperti. Degli oltre 1800 dipendenti totali, circa 800 lavorano nell’area bresciana, insediamento che cuba quasi 50.000 metri quadrati. Il sito produttivo di Adro (foto) è cuore dello sviluppo e della produzione tecnologica di Oldrati, qui vengono sviluppati progetti di circolarità. Uno di questi è Ogreen, vale a dire materiali riciclati con cui vengono prodotti componenti come, ad esempio, le grandi guarnizioni per gli oblò della lavabiancheria; o soluzioni come il sistema di antiforatura per pneumatici, diverso dai tradizionali per design, materiali evoluti, prestazioni e durata. Per assicurare un adeguato flusso di personale qualificato, necessario per i diversi processi produttivi del gruppo, Oldrati ha avviato percorsi formativi come la Oldrati Academy che offre un’opportunità formative a giovani diplomati in discipline tecniche, ma anche a candidati più senior.

Sviluppo evolutivo è la parola d’ordine

Il 2021 ha visto il lancio del primo prodotto a marchio Oldrati, una gamma che si aggiunge alla galassia di prodotti realizzati conto terzi. L’idea di sbarcare sul mercato consumer è nata durante il periodo pandemico, e ha comportato la messa in discussione del modello di sviluppo dell’azienda. “Eravamo focalizzati su una ricerca e sviluppo di materiali e soluzioni che i nostri clienti chiedevano - ha spiegato Oldrati -. Da quel momento abbiamo iniziato a mettere a terra un modello di pensiero e di sviluppo di prodotti nostri, partendo non solo dall’analisi dei materiali, dunque caratteristiche tecniche e quant’altro, ma anche dallo studio di economie e analisi di mercato che prima non avevamo mai considerato”. Con un marchio proprio, Oldrati entra nel mercato medicale che ha comportato un cambio di ‘cultura produttiva’ che soddisfacesse i parametri di garanzia e certificazione di questo settore. Nel 2023 Oldrati è fra le prime aziende del settore a redigere il bilancio di sostenibilità mentre in azienda entrava la terza generazione. Oldrati ha annunciato anche il rebranding del gruppo, che oltre a una immagine grafica comporterà una unica denominazione per tutte le sue imprese, con l’obiettivo di “entrare con una unica parola nel cuore e nella testa dei nostri clienti". Il gruppo ha affrontato una riorganizzazione del modello operativo, mettendo in discussione tutti i processi per soddisfare le nuove esigenze di un mercato intercontinentale che richiede una efficienza ‘h24, sette giorni su sette’, poiché il modello contemporaneo è diverso da quello anche solo di sei anni fa. “Le aziende - ha affermato Oldrati - potranno sopravvivere a lungo, per altri sessant’anni, se saranno dinamiche nel recepire i cambiamenti e nel mettersi in discussione per rispondere alle richieste del mercato”.

Materiali rigenerati

Il mercato attualmente guarda alla circolarità dei materiali. Dunque il futuro di Oldrati Group prosegue sul modello di Ogreen, l’innovazione tecnologica che ha richiesto decenni di ricerca e oggi è un processo industrializzato che, come ha dichiarato Silvana Fantoni (Sales Group Director), “consente la produzione di articoli tecnici di qualità in gomma rigenerata, riducendo notevolmente l’impatto ambientale. La sua evoluzione ha permesso di estendere l’applicazione a nuovi materiali come il termoplastico e il silicone”. Continui investimenti in ricerca e sviluppo hanno consentito infatti di applicare Ogreen all’industria automobilistica, a quelle di hobby e sport nonché dell’idrotermosanitario, oltre che a quella elettrodomestica. Dal 2020 sono state rigenerate 5.434 tonnellate di materiale, con una riduzione di emissioni di CO2 di circa 3mila tonnellate, pari alla quantità assorbita da quasi 300.000 abeti. “Qualitativamente i materiali rigenerati – ha sottolineato ancora la manager – hanno le stesse caratteristiche e performance di quelli originali”. Oldrati Group è impegnata anche su altri fronti ‘sostenibili’ come le fonti energetiche, con l’installazione di un’area fotovoltaica totale di 18.000 mq con una potenza installata di 4075 kWp. 

A proposito di Eco-Design europeo

Cosa pensa un'azienda così orientata alla circolarità come Oldrati Group delle nuove direttive sull’Eco-Design in discussione al Parlamento europeo, quali saranno i tempi di applicazione e quanto sarà impegnativo per le aziende? Per Manuel Oldrati è un tema sentito ma complesso. Per alcune famiglie di prodotto e materiali forse è meno complicato affrontare la progettualità e il monitoraggio ipotizzati. Nel caso della gomma invece è complicato applicare quanto chiede la normativa. Oldrati ha in portafoglio più di 10.000 mila prodotti che dovrebbero essere analizzati, con costi piuttosto rilevanti, uno ad uno. A questo si aggiunge poi il tema della molteplicità delle varie prassi, norme e regole ancora diverse fra i paesi. C’è molto lavoro da fare per definire modalità armonizzate per tutti i paesi. “Se vogliamo risolvere i problemi – afferma Oldrati - dobbiamo standardizzare le normative. Si sta andando avanti, ma servono ‘regole di ingaggio’ chiare e vincolanti per tutti, sia per fornitori che per i clienti”. (l.c.)