Mercoledì, 14 Agosto 2019 15:40

RECENSIONE - Xiaomi Mi A3

Non si rivolge ad un’utenza business, né ai giovanissimi, ma strizza l’occhio ai consumatori tra i 20-50 anni che vogliono uscire dall’incantesimo dei brand più famosi, garantendo un buon rapporto qualità-prezzo.

Xiaomi tenta il raddoppio: a distanza di pochi mesi dall’uscita del best buy Redmi Note 7, lancia il Mi A3. Prezzo di listino interessante (249,90 euro) per un dispositivo da 64Gb ROM + 4Gb RAM, fotocamera da 48MP e display Amoled.

Lo abbiamo provato nella colorazione nera, ma presto si troverà nei negozi anche in bianco e blu (per ora solo online). La sensazione al tocco è ottima, né troppo pesante né troppo leggero (173 grammi), ha un display da 6 pollici con pochissima cornice intorno. Le dimensioni sono contenute e tascabili. A noi è sembrato, a tutti gli effetti, la versione riveduta e corretta del Note 7 (64+4). In questo caso abbiamo un display Amoled, pertanto colori più brillanti e luminosità più elevata, ma meno densità di pixel (283 ppi contro i 409 del Note 7). I puristi dell’immagine saranno contrari, ma meno risoluzione significa anche maggior durata per la batteria. Android One prende il posto di Android 9 su questo dispositivo: ciò significa aggiornamenti assicurati per i prossimi 18 mesi e ambiente operativo “stock market” senza personalizzazioni da parte di Xiaomi.

Nella confezione, come sempre nel caso di Xiaomi, troviamo la custodia in gel, ma non gli auricolari. Il caricabatteria è standard con connessione USB Type-C. Il comparto fotografico è composto da tre lenti posteriori. La fotocamera principale è la stessa del Note 7, da 48MP, una ultra-grandangolare da 8MP e una terza da 2MP per la profondità di campo. La fotocamera per selfie è da 32MP, mentre sul Note 7 era di 13MP.

Come spesso accade con questi obiettivi molto spinti, abbiamo notato parecchio rumore di fondo nelle foto scattate alla massima risoluzione. In compenso il sensore (Sony) lavora molto bene anche in condizioni di luce difficili.

Il processore è il Qualcomm Snapdragon 665. Come si comporterà su strada? Lo abbiamo messo alla prova con AnTuTu – l’applicazione che utilizziamo per confrontare gli smartphone – e nella classifica ha strappato un 47esimo posto, risultando di pochi centesimi inferiore al Redmi Note 7. La CPU batte solo il 39% dei concorrenti. La GPU è il punto debole, si fa superare dall’81% dei competitor. Non male l’esperienza per l’utente (supera il 31% degli altri smartphone), bene la memoria (batte il 46% degli avversari).

Cosa ci piace:
la scelta del sistema operativo, Android One anziché Android 9.0, garantisce una maggiore fluidità e aggiornamenti software assicurati (li rilascia direttamente Google) per almeno un anno e mezzo.
Nonostante la forma di questo dispositivo non sia la più originale del mondo, l’ergonomia è il massimo. Secondo noi è il giusto compromesso di peso e dimensioni per l’utilizzo quotidiano.

Cosa non ci piace:
non ha NFC, quindi nessuna possibilità di pagamento contactless
non ha specifiche IP di resistenza ad acqua o polvere
il sensore dell’impronta sotto schermo si poteva evitare. Non essendo all’altezza dei top di gamma rischia di irritare dopo parecchie letture “fallite”.

In conclusione, possiamo dire che Xiaomi Mi A3 non è di certo perfetto, ma potrebbe rappresentare una buona scelta per molti utenti. Non si rivolge ad un’utenza business, né ai giovanissimi, ma strizza l’occhio alla fetta tra i 20-50 anni che vuole uscire dall’incantesimo dei brand più famosi, ottenendo un buon rapporto qualità-prezzo. Non prevediamo una partenza sprint, come accaduto per il Note 7, a causa del prezzo di lancio leggermente superiore, ma potrebbe seguirne la curva di vendite, diventando un best buy appena scenderà al di sotto dei 200 euro.