Venerdì, 23 Agosto 2019 14:46

RECENSIONE - Samsung Galaxy Note 10+

Possiede tutto ciò che un utente business possa domandare. Per noi vale il prezzo di oltre 1100 euro.

Dal 23 agosto disponibile in commercio, per la prima volta nella storia di Samsung la serie Galaxy Note raddoppia: al Galaxy Note si affianca il Note 10+. Noi abbiamo provato quest’ultimo a poche ore dall’uscita.

L’esperienza al tocco è veramente eccellente, con soli 196 grammi di peso ci troviamo in mano un display da 6,8”. Proviamo ad accenderlo ma qualcosa non va: cercavamo il pulsante di accensione sulla destra, come siamo abituati, ma è stato spostato a sinistra (è il tasto Bixby per chi lo conosce). Altra piccola novità, che sarà una delusione per molti: scompare del tutto il jack da 3,5 mm per le cuffie.

Durante la configurazione ci accorgiamo che le cornici dello schermo sono praticamente assenti e la luminosità nonché i colori molto più naturali rispetto ai pannelli Amoled convenzionali. Il materiale utilizzato per il vetro è Gorilla Glass di tipo 6, il bordo è in alluminio, ma la cosa che ci ha stupiti da subito è il fatto che il dispositivo è estremamente sottile e maneggevole.

All’interno della confezione troviamo il caricabatteria - che consente la carica ultrarapida del nostro Note10+ portandone la batteria (4300 mAh) da zero a 66% in soli 30 minuti - il cavo Type-C/Type-C e le cuffiette AKG con connettore Type-C. La dotazione di serie ci delude un po’: pazienza la mancanza di una custodia omaggio, non saremmo arrivati a chiedere tanto, ma chi avrà bisogno di utilizzare un banale cavo USB Type-C per collegarlo al proprio PC dovrà procurarsene uno a parte. Idem per l’adattatore jack 3,5 mm / Type-C per coloro i quali amano ascoltare la musica con le proprie cuffie di alta fedeltà (senza nulla togliere alla qualità degli auricolari AKG in dotazione).

La caratteristica che amiamo di più della serie Note è il pennino estraibile che consente di prendere appunti velocemente con lo schermo in stand-by senza bisogno di aprire nessuna applicazione. Tra l’altro il software OCR è stato migliorato perché questa volta riconosce persino la calligrafia da gallina del nostro collaboratore. In più oltre a funzionare da telecomando per azionare fotocamera e presentazioni come sul Note 9, la S-pen ha oggi la funzione “Air action”: basterà ruotarla in senso orario o anti-orario per cambiare l’angolazione di scatto o zoomare su un soggetto e sollevarla per alzare o abbassare il volume di un video.

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Galaxy Note 9 si poteva collegare a un Monitor/TV tramite cavo MHL o dispositivo Samsung DEX per ricreare l’interfaccia “desktop” del proprio cellulare. Adesso la stessa cosa si potrà ottenere collegando il dispositivo con un cavo USB (che, come dicevamo, non è nella confezione) al proprio personal computer. Si potrà quindi continuare il lavoro iniziato in ufficio durante il tragitto in treno e portarlo a termine sullo schermo del PC di casa, senza cambiare interfaccia o sistema operativo.

Le fotocamere posteriori sono tre: una ultra-grandangolare da 16MP, la principale da 12MP e il teleobiettivo da 12MP. La fotocamera frontale è all’interno del display, ma questa volta in posizione superiore e centrale, non in alto a destra come nella serie S10. L’abbiamo apprezzata perché meno invasiva, dato che molte applicazioni mettono proprio in alto a destra i comandi. Nulla da dire sugli scatti, ormai l’intelligenza artificiale consente di realizzare capolavori senza nessun corso di fotografia. Solo l’ultra-grandangolare ci sembra troppo spinto, quasi un fisheye, snaturando la prospettiva e le dimensioni degli oggetti.

Sul Note 10+ esiste un sensore, posto tra i due flash a led, chiamato ToF che permette di mantenere a fuoco un soggetto anche durante un video (in 4K HDR). Grazie allo stabilizzatore ottico siamo riusciti a riprendere un soggetto in movimento con l’effetto bokeh (protagonista a fuoco e fondale fuori fuoco) in tempo reale. Con le applicazioni in dotazione l’editing del film e l’aggiunta della colonna sonora sono semplicissimi, consentendo di realizzare in pochi minuti video dal sapore professionale. Sempre il ToF, unito all’intelligenza artificiale di realtà aumentata, ci consentirà molte altre cose come prendere le misure di una stanza e creare scansioni in 3D degli oggetti.

Per quanto riguarda la fruizione dei contenuti multimediali sembra poi di avere un cinema in tasca. Non solo colori fedeli alla realtà e contrasto elevato, ma anche l’audio in Dolby Atmos con una potenza e un calore dei bassi mai sentiti prima su uno smartphone.

Dopo un paio d’ore di utilizzo intenso non abbiamo avvertito nessun calore provenire dalla scocca di Galaxy Note 10+: i ragazzi di Samsung hanno dunque risolto i problemini di surriscaldamento del processore Exynos presenti sul Note 9? Lo abbiamo messo sul banco di prova di AnTuTu, l’applicazione che utilizziamo sempre nelle nostre recensioni. Samsung Galaxy Note10+, con 256Gb di storage e 12Gb di RAM, ha totalizzato un punteggio di 348.946 dimostrandosi il Samsung più veloce di sempre. La CPU è rimasta “tiepida” non superando i 45° durante gli stress test, ma ha sbaragliato il 77% dei concorrenti. La scheda grafica è praticamente da gaming: è migliore del 93% dei competitor. L’esperienza utente (UX) fa mangiare la polvere a 84 smartphone su 100, ma la velocità e le prestazioni di RAM e ROM sono da record: battono il 90% delle memorie montate sugli altri telefonini.

Il Note 10+ non è il primo della classe come prestazioni, nella classifica di AnTuTu spadroneggia ancora il OnePlus 7 Pro, ma è molto più equilibrato di tutti gli altri cellulari visti finora. Alcuni eccellevano per CPU, ma erano penalizzati dalla memoria, altri – grandi nella grafica - avevano interfacce utenti pessime. Note 10+ si deve accontentare di un sesto posto (tra OnePlus 7 e Sony Xperia 1), ma nella nostra classifica immaginaria è arrivato primo.

Anche nei valori SAR la situazione è nettamente migliorata rispetto al predecessore: 0,187 W/kg per la testa (contro i 0,381 W/kg del Note 9) e 1,404 W/kg per il corpo (contro 1,509 W/kg).

Il prezzo è di 1.129 euro, ma dando in permuta un (non troppo vecchio) Samsung si possono avere fino a 400 euro di supervalutazione. È anche disponibile, sempre sul sito del produttore, una formula di noleggio a 24 mesi. La cifra di partenza è alta, anche se inferiore (di poco) al prezzo di lancio del Note 9.

Galaxy Note 10+ ha semplicemente tutto ciò che possa domandare un utente business, clientela alla quale è palesemente dedicato: ricarica rapida wireless, certifica IP68 per resistenza ad acqua e polvere, NFC per pagamenti contactless (con l’app di sicurezza bancaria Samsung Pay), possibilità di crittografare i propri dati e applicazioni (Area Personale protetta da Samsung Knox), pennino per appunti, modifiche e presentazioni. In conclusione, non pensiamo di esagerare dicendo che vale esattamente il suo prezzo.