Mercoledì, 27 Novembre 2019 01:55

RECENSIONE - Xiaomi Mi Note 10

Quasi 600 euro il listino di questo smartphone, troppi se pensiamo alle prestazioni.

Xiaomi è inarrestabile: una novità dietro l’altra in un periodo, oltretutto, in cui i competitor sono fermi per la consueta tregua di fine anno. L’ultimo nato di casa “Mi” (anche se mentre scriviamo stanno lanciando già un nuovo modello) è il Note 10.

Dalla scatola nera dove domina il nome del dispositivo a grandi caratteri argentati estraiamo in sequenza lo smartphone, una custodia in silicone, il caricabatteria rapido da 30W e il cavo USB Type-C. Nessun auricolare, anche se è presente l’ingresso jack da 3.5 mm.

La prima sensazione al tocco è positiva, nonostante il device abbia un peso considerevole. Lo schermo da 6,47” è curvo e le cinque fotocamere posteriori sono disposte in maniera abbastanza lineare, anche se da amanti della simmetria quali siamo abbiamo storto un po’ il naso.

Ottima la qualità del display, un SuperAmoled con risoluzione FHD+ e luminosità da 600nit. La configurazione presenta le solite difficoltà di Xiaomi: il MI Mover (l’applicazione che dovrebbe servire per migrare i dati dal vecchio telefono) continua a presentare errori di traduzione e non è per nulla intuitiva.

Una volta all’interno del sistema (la MIUI 11 debutta con Android 9 Pie) notiamo un notevole miglioramento dell’aspetto grafico e una maggiore interazione con Android. La fruizione dei contenuti multimediali non ci ha soddisfatto. L’altoparlante mono, anche se molto potente, è metallico. I video ad alta risoluzione subiscono qualche scatto qua e là, ritardi che aumentano soprattutto nei videogiochi con grafica 3D.

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Il gruppo ottico di questo smartphone presenta 5 lenti con diversi sensori: il principale è l’Isocell Bright HMX da 108MP prodotto da Samsung, poi abbiamo uno zoom ottico 2x da 12MP, un ultra-grandangolare da 117° a 20MP, un teleobiettivo con zoom ibrido 10x da 5MP e una super-macro da 2MP.

Il sensore principale lavora molto bene sia in condizioni di luce che in penombra. La foto scattata potrà essere ingrandita fino a 3 volte senza sgranare. I colori non risultano impastati e non abbiamo notato particolare rumore di fondo. Un sensore del genere potrebbe rendere ridondanti le lenti zoom e macro, dato che sarà sufficiente ingrandire la foto in post-produzione. Curioso il fatto che Samsung abbia concesso in anteprima alla concorrente Xiaomi il sensore che utilizzerà – secondo i rumours – per la serie S11.

Anche il nome “Note 10” fa pensare all’omonimo della casa di Seoul, ma non paragoniamoli per quanto riguarda la potenza. Dal banco di prova di AnTuTu, infatti, questo smartphone esce con gli occhi pesti, strappando appena un quarantaduesimo posto nella classifica dell’App. Solo un gradino sopra il Samsung Galaxy Note8 (i risultati a fondo articolo).

I valori SAR di questo dispositivo sono nella norma: 1,107 W/kg per la testa e 1,392 W/kg per il corpo. Nonostante non abbia alcuna certificazione IP ufficiale per resistenza ad acqua o polvere, esistono parecchi test su Internet che dimostrano che in realtà resiste bene sott’acqua. É possibile pagare con NFC (Google Pay), ma non ha la ricarica wireless.

Cosa ci piace:
Il sensore da 108 MP si è rivelato un’ottima alternativa allo zoom ottico. Anche se inutile per mostrare le foto agli amici da cellulare, potrebbe invogliare a stampare ottimi ingrandimenti.
La batteria (5260mAh) ci ha consentito di terminare la giornata di prova con il 40% di batteria residua, addio ansia da ricarica.

Cosa non ci piace:
La memoria non è espandibile: questo potrebbe rappresentare un problema vista la dimensione delle foto da 108 MP e il peso dei filmati (4K).
Il peso è importante: 208 g con un baricentro spostato verso il gruppo ottico.
Un sensore così potente avrebbe bisogno di un maggiore supporto dal punto di vista del processore, lo Snapdragon 730 non basta. Abbiamo notato molti “lag” pubblicando gli scatti sui social, o passando da un’applicazione all’altra.

Xiaomi Note 10 è un “camera-phone”: fa del comparto fotografico il suo punto di forza, tralasciando altri aspetti (potenza e fluidità dei video). Xiaomi cerca l’effetto “wow” strappando agli altri il primato per il primo sensore da 108 MP montato in uno smartphone. 

Combinazione vuole che, nello stesso giorno, abbiamo avuto per le mani uno Xiaomi MI 9T Pro: 449 euro per caratteristiche da top di gamma. Con un’estetica più lineare e una maneggevolezza superiore. Consigliamo quest’ultimo a chi bada al sodo, lasciando il Mi Note 10 agli amanti degli scatti estremi. A dimostrazione del fatto che Xiaomi sta sfornando un prodotto per ogni esigenza.

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