Lunedì, 08 Febbraio 2021 20:06

Combattere i bulli del web

Oggi era la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete. Tanti eventi, tra i quali anche quello organizzato da Unieuro che da tempo collabora con la Polizia di Stato per tenere alta l'attenzione sul fenomeno del cyberbullismo.

Oggi era la “Giornata mondiale per la sicurezza in Rete”, e numerosi sono stati gli eventi per parlare di un problema che resta più che mai attuale. Il bullismo lo conosciamo: forse a tutti da ragazzini è capitato di averci a che fare. Oggi lo stesso comportamento di prevaricazione si è spostato sul web, con conseguenze deflagranti. E ha cambiato sembianze, diventando un fenomeno più subdolo e devastante. Internet offre anche al bullismo la sua potenza di amplificazione, indiretta e, diciamolo, prevalentemente vigliacca, di offendere, colpire e fare del male, senza nemmeno la possibilità di tentare una difesa da parte della vittima, come invece è potenzialmente possibile nell’evento fisico. Per questa natura di prepotenza ‘indiretta’ e per la potenziale viralità del messaggio aggressivo o denigratorio, il bullismo elettronico acquista effetto persistente e, purtroppo, potremmo dire quasi eterno, anche se perpetrato una sola volta. Come rileva il monitoraggio Istat in una memoria del giugno 2020, il fenomeno è in continua evoluzione, grazie alle tecnologie in cui viene consumato. Spesso, per ignoranza, anche lo stesso cyberbullo non è consapevole della potenza di fuoco che sta per attivare.

I dati 
Nella sua relazione, Istat precisa che per meglio comprendere il fenomeno del cyberbullismo è necessario considerare che “le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione tra ragazzi e adolescenti sono economicamente accessibili e molto diffuse. Quella attuale è, infatti, la prima generazione di adolescenti cresciuta in una società in cui l’essere connessi in rete rappresenta un dato di fatto, un’esperienza connaturata alla quotidianità, indipendentemente dal contesto sociale di provenienza”. Nel 2019, l’87,3% dei ragazzi tra 11 e 17 anni di età utilizza quotidianamente il telefono cellulare, e i tre quarti in quella stessa fascia di età naviga in Internet tutti i giorni. Le maggiori utilizzatrici sono le ragazze, l’88,6% delle quali usa il cellulare quotidianamente e il 75,8% accede a Internet. Il mezzo preferito è lo smarphone: soltanto il 25,2% dei ragazzi, infatti, usa il pc tutti i giorni per navigare in rete, quota in forte calo rispetto al 40,5% del 2014. Il cyberbullismo ha colpito il 22,2% di tutte le vittime di bullismo. Tra gli 11 e i 17 anni risultano più colpite le ragazze (7%) rispetto ai ragazzi (4,6% ). Il rischio riguarda i più piccoli: circa il 7% dei bambini tra 11 e 13 anni è risultato vittima di prepotenze tramite cellulare o Internet una o più volte al mese, mentre la quota scende al 5,2% tra i ragazzi da 14 a 17 anni. Tra quanti hanno riportato di aver subìto ripetutamente azioni offensive attraverso i nuovi media una o più volte al mese, ben l’88% ha subìto altrettante vessazioni anche in altri contesti del vivere quotidiano. Si può ragionevolmente immaginare che la particolare situazione imposta dalla pandemia abbia potuto  contribuire a un pericoloso incremento del fenomeno.

Cosa si può fare
Un punto di riferimento utile è la Polizia di Stato, che promuove progetti di sensibilizzazione per un uso sicuro, consapevole e responsabile del web. Sul suo sito si possono trovare informazioni importanti, come ad esempio sapere che sul web ogni comportamento può essere tracciato, ricostruito e denunciato alle autorità se arreca danno a chi lo subisce. Al compimento dei 14 anni, i ragazzi diventano penalmente responsabili delle loro azioni sul web (imputabili); gli insegnanti in quanto pubblici ufficiali, hanno l’obbligo di denunciare fatti penalmente rilevanti (reati) commessi o subiti dagli studenti; diffamazioni, minacce e insulti in rete devono essere denunciati dalle vittime: è importante informare le famiglie degli studenti su cosa sta succedendo e sul loro diritto di fare una segnalazione o sporgere denuncia. Importante anche la sensibilizzazione presso i ragazzi, poiché molti comportamenti di prepotenza in rete non vengono percepiti dagli stessi come reati. Molti episodi di cyberbullismo, infatti, nascono da antipatie reali, rivalità, prese in giro tra compagni di scuola. Inoltre la legge 29 maggio 2017 n. 71 ha introdotto nuove forme di tutela degli adolescenti colpiti da cyberbullismo. Tra le maggiori novità, l’obbligo per il dirigente scolastico che venga a conoscenza di atti di cyberbullismo, di informare tempestivamente i genitori o i tutori dei minori coinvolti; la possibilità di presentare istanza di oscuramento al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media coinvolti in attività di cyberbullismo, o la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore, diffuso nella rete internet. Se non si provvede entro 48 ore, l'interessato può rivolgersi al Garante della Privacy che interviene direttamente entro le successive 48 ore.

Unieuro sostiene da cinque anni una campagna di sensibilizzazione contro il cyberbullismo in collaborazione con la Polizia di Stato. In occasione della Giornata mondiale per la sicurezza in Rete 2021, la catena di elettronica di consumo ha presentato il secondo libro di #cuoriconnessi, scritto da Luca Pagliari, che raccoglie le storie di cyberbullismo ed esperienze di chi, “grazie alla tecnologia, ha potuto dare un nuovo senso alla propria vita”. Il volume “#cuoriconnessi – Tu da che parte stai?” è disponibile gratuitamente in versione cartacea presso tutti i punti vendita Unieuro, fino a esaurimento scorte, e in versione digitale su questo sito e nei principali store on line. E oggi si è tenuto l'evento in live streaming #cuoriconnessi, condotto da Pagliari, con la collaborazione di Polizia di Stato e Unieuro: un momento di riflessione per fare chiarezza sul cyberbullismo e offrire strumenti concreti per combatterlo dal suo interno, accompagnando i giovani nel corretto utilizzo della rete. Con 265.915 studenti connessi da ogni angolo d'Italia e testimonianze di vittime di vessazioni online, la giornata ha ricordato come accanto alle competenze digitali, siano l'ascolto, l'empatia, la resilienza e la capacità di gestire le difficoltà di relazione, le chiavi indispensabili per coltivare la sicurezza dei giovani, fuori e dentro il web.(l.c.)