Sabato, 18 Maggio 2024 17:08

L'orto spaziale per il pomodoro "San Marziano"

Un campo ipertecnologico per coltivare ortaggi nello spazio: è il progetto di Enea (Agenzia  per le nuove tecnologie), realizzato per la missione analoga su Marte 'Amedee-24'.

Non serve la terra e nemmeno la luce del sole nell’Hort3Space, l’orto ipertecnologico in cui è possibile coltivare vegetali in grado di crescere in condizioni estreme sia nello spazio che sul nostro pianeta. È stato realizzato da Enea - Ente nazionale per le nuove tecnologie - nell’ambito di Amedee-24, la missione analoga organizzata dall’Austrian Space Forum. Cosa sono le missioni analoghe? Sono spedizioni spaziali simulate solitamente in luoghi remoti e inospitali, simili il più possibile agli ambienti extraterrestri, in cui vengono allestiti laboratori per la ricerca. Naturalmente a questo tipo di missioni spaziali partecipano astronauti analoghi, ovvero ingegneri, scienziati, geologi e altri studiosi che si addestrano come se dovessero affrontare una missione spaziale su Marte, sulla Luna o sugli asteroidi, simulandone poi ogni aspetto sulla Terra.

In viaggio per Marte, ma con ortaggi freschi

La missione analoga Amadee-24 ha simulato una spedizione e uno sbarco su Marte, con un periodo di isolamento durato dal 5 marzo al 5 aprile 2024. Per questa spedizione Enea, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale dell’ Università Sapienza di Roma, ha realizzato l’orto ipertecnologico, un sistema innovativo di coltivazione idroponica multilivello, completamente automatizzato, modulare, dotato di specifiche luci a LED. Si tratta di tecniche che consentono di coltivare piante e ortaggi ‘fuori suolo’, con l’impiego di un substrato e soluzioni di sostanze nutritive gestite da tecnologie digitali e AI. Hort3Space è stato allestito in una tenda gonfiabile autoportante; qui gli astronauti hanno sperimentato la coltivazione di vegetali come il ravanello rosso o il cavolo rosso, entrambi ricchi di antiossidanti, vitamine e minerali, in grado di adeguarsi a condizioni ambientali estreme, anche sulla Terra. Gli esperimenti condotti attraverso l’orto ipertecnologico hanno l’obiettivo di massimizzare la produzione di alimento fresco in missione, con minimo consumo di risorse e di lavoro dell’equipaggio, nonché massimo sfruttamento degli scarti. ENEA da oltre dieci anni studia e realizza “orti spaziali”, in particolare nello sviluppo di sistemi ingegnerizzati per la coltivazione di piante in assenza di suolo, idonee alle condizioni spaziali; varietà vegetali ottimizzate per la coltivazione nello spazio, come il cosiddetto pomodoro “San Marziano” e la lattuga viola. Insieme alle nuove tecniche di coltivazione, l’Agenzia porta avanti lo sviluppo di processi di trasformazione degli scarti organici in nutrienti utili ad alimentare la crescita di piante nelle serre spaziali, sotto forma di fertilizzante o compost, riducendo al tempo stesso i rifiuti e il loro smaltimento.

Hort3Space, come tutte le attività di Amadee-24, è stato coordinato dal Mission Support Center di Vienna, da cui partivano le comunicazioni verso la base armena con dieci minuti di ritardo, simulando il tempo necessario al collegamento fra Terra e Marte; la spedizione è stata ospitata dall’Agenzia aerospaziale armena nella regione desertica di Ararat. I sei astronauti analoghi provenienti da Italia, Germania, Spagna, Austria e Paesi Bassi, altamente addestrati all’uso di simulatori di tute spaziali, hanno vissuto in isolamento in un habitat progettato per simulare tutte le condizioni di una vera missione su Marte. Qui hanno condotto esperimenti in vista di future missioni di esplorazione umana e robotica dello spazio. Alla missione Amadee-24 hanno partecipato 200 scienziati provenienti da 26 paesi, Italia compresa. (l.c.)