Lunedì, 22 Luglio 2024 15:49

I lavori di casa sono ancora delle donne

Gli stereotipi di genere restano solidi nelle famiglie italiane. Come fare per cambiare? Ce lo racconta un grosso gruppo del largo consumo.

Cosa possiamo fare per uscire dagli stereotipi di genere? A questa domanda Henkel, grande gruppo del largo consumo, ha pensato di rispondere istituendo  l’Osservatorio “Genere e Stereotipi” in collaborazione con Eumetra (società di ricerche sociali e indagini di mercato). L’obiettivo è analizzare i diversi ruoli nell’organizzazione e nella cura della famiglia per poi ragionare su come, in concreto, un’azienda possa intervenire per influire sul cambiamento della cultura dello stereotipo.

Ruoli familiari: chi lo fa e chi lo vorrebbe fare

La ricerca 2024 evidenzia come le faccende domestiche siano ancora compito delle donne, che continuano a sostenere la gran parte della cura e degli incarichi della famiglia. Alla domanda: ‘Chi pulisce in casa?’ risponde il 17% degli uomini e il 75% delle donne; interessante vedere che nelle intenzioni, sia uomini (66%) che donne (65%) pensano che dovrebbero farlo insieme. A occuparsi della spesa sono più del doppio le signore (61%) contro il 28% dei signori, in questo caso più convinti delle loro partner (70% contro 65%) che si dovrebbe fare insieme. Sono le donne nel 54% dei casi a portare i figli a scuola, mentre gli uomini lo fanno nel 21%. Eppure anche qui entrambi sono concordi nel dichiarare che vorrebbero occuparsene insieme (72% vs. 73%). Le cose cambiano quando si parla di gestione economica: sono infatti gli uomini (50%) a tenere i rapporti con la banca (donne 35%), mentre nelle intenzioni sono più le donne (66%, uomini 56%) a ipotizzare che dovrebbero occuparsi entrambi della questione. La disparità di incarichi domestici viene motivata dalla diversa partecipazione al reddito familiare: il 18% degli intervistati pensa che chi guadagna di più, ovvero l’uomo nel 64% dei casi, influenzi le decisioni economiche della famiglia. Da una tale modalità di pensiero, però, si dissocia l’80% della GenZ, convinta che ci si debba occupare delle necessità familiari in maniera paritaria.

Lavori da uomo, lavori da donna

La ricerca ha voluto indagare perché certe posizioni aziendali non trovano interesse da parte delle donne. E i risultati confermano un dato di fatto: le donne sono meno propense a immaginarsi in un percorso di studi STEM (vale a dire Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). Il pregiudizio ha radici culturali molto profonde: nella ricerca emerge che quelli considerati da donna sono lavori di cura. Ad esempio la babysitter è per il 60% degli uomini un lavoro femminile, contro il 48% delle donne; così come la maestra d’asilo è per donne per il 46% degli uomini, mentre lo pensa solo il 29% delle donne. Invece, l’idraulico è un lavoro maschile, lo pensa il 70% degli uomini e il 58% delle donne, anche il militare lo è per il 39% dei signori e il 22% delle signore. I risultati evidenziano anche che il pregiudizio sulle professioni, riguarda entrambi i sessi: il 62% delle donne ritiene che esistano lavori per uomini e lavori per il gentil sesso, della stessa cosa è convinto il 74% degli uomini.

Per le donne priorità alla famiglia

In ambito lavorativo, il 56% delle donne ritiene di avere uno stipendio inferiore rispetto ai colleghi uomini, e solo il 38% di esse pensa di ricevere una equa retribuzione. A questo si aggiunge la difficoltà generale delle donne nel conciliare gli impegni familiari con il lavoro: il 33% della popolazione femminile dichiara di aver dato priorità alla famiglia anziché alla carriera.  In Italia, il tasso di occupazione femminile in età compresa fra i 20 e i 64 anni è pari al 55% (dati Eurostat, IV trimestre 2022), il più basso tra gli stati della Unione europea, e una donna su cinque esce dal mercato del lavoro a seguito della maternità. Allo stesso tempo, però, emerge una diversità di percezione tra uomini e donne: secondo l’Osservatorio anche i maschi affermano infatti di aver fatto delle rinunce per favorire la famiglia (25%), ma solo il 5% è rimasto a casa.

Oltre a adottare una narrazione pubblicitaria che, per esempio, presenta un uomo che fa il bucato, Henkel promuove talk interni dedicati a diversi argomenti in ambito DEI (Diversità, Equità, Inclusione), riguardano il genere ma anche le quattro diverse generazioni che lavorano insieme in azienda. Far parlare insieme la GenZ con i Boomers diventa un percorso di sostenibilità, significa avvicinare diverse culture e condividere diversi valori. Nel 2024 l’azienda ha adottato un provvedimento ‘forte’ introducendo nuove linee guida a livello globale - il ‘Gender neutral parental leave’- che, superando il concetto di maternità, attribuendo solo alla donna la cura dei figli, introduce quello di genitorialità, riconoscendo ai padri un congedo parentale di otto settimane. Per dirla con le parole di Henkel, sono piccoli passi che portano a una narrazione diversa. (l.c.)

Fonte: Osservatorio ‘Generi & stereotipi 2024; Convegno Assirim Talk sostenibilità: intervento Henkel /Eumetra