Venerdì, 04 Ottobre 2024 09:22

Il capo è aggressivo? Qualche regola per “gestirlo”

Provocare una reazione emotiva nei sottoposti, anche la rabbia, può fargli sentire di avere il pieno controllo della situazione. Però… 

Il capo passivo-aggressivo è un elemento difficile da gestire. Egli maschera la prepotenza con il sarcasmo e l’ironia, spesso utilizzati in maniera impropria. Un capo passivo-aggressivo non ti rimprovererà mai per un lavoro svolto male, piuttosto ti dirà: “Mio figlio di quattro anni l’avrebbe fatto meglio”. Non ti sentirai domandare se puoi trattenerti di più al lavoro, ma ogni volta che arriverai puntuale ti pungerà con un “no, ma vieni pure quando vuoi!”, e quando timbrerai in orario l’uscita ti sentirai inseguire dalla frase: “Oggi dipendente statale, eh? Bella la vita…”. Il tutto condito da una sonora risata, in maniera che queste frecciatine non possano essere interpretate come un rimprovero formale. Il passivo-aggressivo esercita così il suo potere manipolativo. 

Perché provocare?

Provocare una reazione emotiva nei sottoposti, anche la rabbia, può fargli sentire di avere il pieno controllo della situazione. In questo modo, il passivo-aggressivo soddisfa il proprio bisogno di dominio senza affrontare direttamente il conflitto​. 

Molte persone con questo lieve disturbo della personalità sono profondamente insicure riguardo alle loro competenze o alla loro posizione di autorità. Provocare reazioni nei sottoposti può essere un modo per sentirsi superiori o per mascherare le proprie vulnerabilità, trasferendo lo stress e le frustrazioni sugli altri. Non dimentichiamo, poi, che utilizzando spesso battute e frecciatine apparentemente innocue, possono sempre uscire dall’impiccio cavandosela con un “come sei permaloso. Stavo solo scherzando!”. 

I leader che utilizzano questo genere di approccio non hanno sviluppato efficaci strumenti di comunicazione o capacità di leadership. Di conseguenza, ricorrono a modalità indirette per esprimere la loro insoddisfazione, piuttosto che affrontare i problemi con trasparenza.

Dovremo farcene una ragione

Gli esperti ritengono che il comportamento passivo-aggressivo nei capi sia in netto aumento perché il mondo del lavoro è sempre più caratterizzato da aspettative elevate e una forte competitività. I capi che non sanno gestire lo stress e l’incertezza possono sviluppare questo modello di condotta. 

L'aumento delle comunicazioni via email o chat ha reso più facile per i manager nascondere l'aggressività dietro ad ambigui messaggi scritti. Questi mezzi di comunicazione eliminano il contatto diretto, riducendo le occasioni di confronto faccia a faccia, che potrebbero invece favorire la risoluzione diretta dei conflitti.

Proprio a causa di uno stile di lavoro sempre più frenetico, nel quale “sedersi a riflettere” è diventato un lusso obsoleto, e per colpa del modello comunicativo “smart” fatto di brevi messaggi di testo, molti capi non sono più abituati a gestire le emozioni e le relazioni interpersonali. 

Le strutture gerarchiche più tradizionali, in cui l'autorità era esercitata in modo diretto e formale, stanno cedendo il passo a modelli di leadership più partecipativi o “soft”. Molti leader non sanno come bilanciare l'esigenza di mantenere l'autorità con un approccio più collaborativo e finiscono per esprimere disaccordi o insoddisfazioni in maniera passivo-aggressiva​.

Come digerirlo?

È importante riconoscere questo comportamento per quello che è, senza prenderlo sul personale. 

Non accettare le provocazioni, rispondere con calma, senza mostrare frustrazione, può impedire al manager passivo-aggressivo di sentirsi in vantaggio. Se ti viene fatto un commento sarcastico, rispondi con neutralità o ignora la battuta.

Per evitare incomprensioni, poni domande dirette e ottieni chiarimenti per iscritto. La creazione di una "traccia scritta" è considerata essenziale nella gestione dei comportamenti passivo-aggressivi​, non a caso questo genere di capi non apprezza la forma scritta quando intende dare una nuova direttiva. Tenere una copia delle comunicazioni importanti può proteggerti nel caso in cui il capo cerchi di spostare la colpa.

Comunica chiaramente le aspettative e le conseguenze per qualsiasi comportamento passivo-aggressivo. Se le azioni del capo minano il tuo lavoro, spiega con calma - ma in modo deciso - l'impatto del suo atteggiamento e assicurati che ci siano conseguenze chiare. Questo riduce la sua capacità di manipolare le situazioni. Frasi del tipo: “Se non mi dici chiaramente cosa devo fare, non lo farò”, oppure: “Siamo seri per un attimo, spiegami come devo comportarmi”, mettono un passivo-aggressivo con le spalle al muro. Spesso è lui ad essere più nervoso e insicuro di te, accertati di metterlo a suo agio quando affronti il discorso a viso aperto.

“Ora mi hai proprio stufato!”

Affrontare direttamente un capo passivo-aggressivo potrebbe non essere la soluzione migliore per diverse ragioni, legate alla natura stessa del disturbo comportamentale di cui queste persone soffrono. Aggredirli direttamente può portarli a chiudersi ulteriormente, evitando il dialogo e accentuando comportamenti sottilmente ostili. Il confronto diretto con queste persone è inefficace, poiché non risolve la tensione sottostante; anzi, una risposta troppo aggressiva o emotiva potrebbe alimentare il ciclo di comportamento tossico. 

Quando viene affrontato, un capo passivo-aggressivo negherà il suo atteggiamento e rifiuterà le accuse, affermando che "hai frainteso" o che sei "troppo sensibile". Essendo poco incline all'introspezione e all’autocritica, potrebbe rispondere con ulteriori atteggiamenti avvelenati e peggiorare la situazione.

Che cosa fare, quindi?

Abbiamo visto che rispondere al veleno con altro veleno potrebbe peggiorare le dinamiche e il benessere lavorativo, oltretutto se diventi passivo-aggressivo anche tu, non fai che aumentare il tuo stress e malessere psicologico. Il sarcasmo e l'aggressività passiva sono forme di comunicazione inefficaci che non risolvono i problemi, ma tendono piuttosto a creare frustrazione, confusione e una cattiva gestione delle emozioni, sia per te che per chi ti circonda.

E’ più efficace adottare un approccio assertivo, basato sulla comunicazione chiara e la gestione delle aspettative. In questo modo, manterrai la tua professionalità e proteggerai il tuo benessere emotivo senza scendere a livello del tuo capo.

Immaginiamo un contesto in cui il tuo capo faccia un tipico commento passivo-aggressivo riguardo alla tua presunta lentezza nel compiere un determinato compito: "Stavo per chiamare la polizia, dov’eri finito?".

Invece di rispondere con sarcasmo o lasciarti coinvolgere emotivamente, fai un respiro e rispondi con calma, affronta il contenuto del commento. Potresti dire:

"Ho fatto un buon lavoro, senza farmi prendere dalla fretta nonostante le continue interruzioni".

Questo riduce la possibilità che il capo ottenga la reazione emotiva che cerca e rafforza la tua immagine di professionalità.

La comunicazione assertiva

Togliere la tara dal commento sarcastico del capo e guardarne invece il peso netto aiuta a dare una risposta che spiazza colui che si aspetta una reazione. Il commento del capo riguardava la tua presunta lentezza? Non giustificarti, dato che probabilmente hai fatto tutto nei tempi corretti, ma valorizza quello che per lui è un difetto, spiegando che le cose fatte con calma riescono meglio. 

Disinnescare un commento acido è importantissimo, perché scoraggia ulteriori attacchi. Il capo “ti lascerà stare”, dato che non ha nessuna reazione da parte tua se non una risposta professionale e benevola.

Con questo approccio, mantieni un clima professionale salubre e proteggi il tuo benessere, mentre scoraggi il ripetersi dei comportamenti tossici. (g.m.)