Venerdì, 11 Gennaio 2019 18:11

RECENSIONE - OnePlus 6T: il prezzo sale, ma le vere innovazioni dove sono?

In un mondo che è sempre più legato alla moda, chi vorrà fare l’alternativo ad ogni costo si dirigerà verso nuovi prodotti meno conosciuti.

Ha fatto molto parlare di sé verso la fine del 2018 e finalmente lo abbiamo avuto tra le mani: il OnePlus 6T. Fino a pochi anni fa si poteva ricevere solo tramite invito, poi ordinandolo on-line dal sito della casa madre (una costola di Oppo), infine su Amazon. Quest’ultima versione invece è acquistabile anche nei punti vendita fisici di Mediaworld, oltre che su molti e-commerce nostrani. Grazie alla distribuzione del mass-market le vendite saranno sicuramente andate meglio del predecessore OnePlus 6, ma trovare il prodotto - fino a ieri appannaggio di pochi - esposto sugli scaffali tra i soliti noti della telefonia non avrà sortito un effetto di disincanto nel grande pubblico?

Noi stessi non ne avevamo mai visto uno, e non ci è sembrato poi tanto diverso da alcuni modelli della stessa Oppo o di Huawei. La scocca è molto leggera, la sensazione al tocco è positiva, anche se l’idea che ci è balenata in mente è stata quella di avere tra le mani un giocattolino, e non un prodotto di alta tecnologia. La prima impressione – insomma - è stata del genere “tutto qui?”, e ci siamo chiesti se per 589 euro non avremmo potuto trovare di meglio.

Una volta avuta la confezione tra le mani abbiamo iniziato ad apprezzare di più OnePlus: nel packaging - bianco con una fascia rossa - non è stata fatta economia sul contenuto. Troviamo una lettera di ringraziamenti da parte del CEO Pete Lau, una custodia in gel, una pellicola proteggi-schermo, un caricabatteria rapido con cavo USB Type-C (di un bel rosso brillante) e gli auricolari con adattatore jack-Type-C. Tutto l’occorrente per iniziare quindi. Meno male, perché per procurarsi un accessorio – originale o di terze parti - è ancora necessario rivolgersi ad Internet.

La versione da noi provata è stata la “Midnight Black” (nero opaco) da 128 Gb di ROM e 8 Gb di RAM. Se la memoria volatile vi sembra troppa sappiate che, mentre stiamo scrivendo, è stata lanciata la “McLaren Edition” con ben 10 Gb di RAM. A noi la RAM a disposizione è parsa ben calibrata: tutte le principali applicazioni possono restare residenti in memoria e si può utilizzare il telefono senza la necessità di riavviarlo ogni giorno. I 128 Gb di ROM non sono espandibili, ma non danno l’ansia da memoria piena nemmeno se si è aspiranti video-maker.

Appena acceso salta subito all’occhio un Android in versione stock market, con qualche eccezione per le poche personalizzazioni. Il set-up prosegue senza intoppi e in men che non si dica ci troviamo catapultati nel mondo di OxygenOS, il sistema operativo basato su Android. Bello il sensore dell’impronta sotto lo schermo, che si illumina per favorire la collocazione del nostro polpastrello, anche se lo abbiamo trovato piuttosto scomodo non riuscendo praticamente mai ad azzeccare la posizione “alla cieca”. Il comparto fotografico si comporta abbastanza bene sia per quanto riguarda la fotocamera anteriore sia per quella posteriore, anche se non è all’altezza dei top di gamma “di marca”.

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Decidiamo di mettere a dura prova il processore Snapdragon 845 utilizzando l’app AnTuTu Benchmark e il risultato non ci delude. Con un punteggio di 297614, OnePlus 6T si piazza al secondo posto della classifica 2018 per gli smartphone più potenti: sopra di esso solo Huawei Mate 20 Pro (1099 euro di listino) mentre alle sue spalle compare Asus ROG Phone (899 euro circa). In particolare, il 6T surclassa l’80% dei telefoni grazie al processore e il 98% grazie alla scheda video Adreno 630. Lascia indietro il 90% dei concorrenti per esperienza utente (UX), ma solo il 58% per la rapidità in lettura/scrittura della memoria. La temperatura della scocca è rimasta sempre controllata durante gli stress test, e la batteria ha toccato il 15% solo dopo una giornata di utilizzo intenso. Grazie al caricabatteria rapido si riesce a riportarla al 100% in un’ora e mezza circa. I valori di SAR per questo dispositivo sono di 1.552 W/kg per la testa e 1.269 W/kg per il corpo. Ci ha deluso il fatto che siano peggiorativi rispetto al modello precedente.

Cosa ci piace:
La leggerezza dello smartphone ha avuto un impatto inizialmente negativo perché ci aspettavamo un peso diverso, ma a lungo andare è risultata apprezzabile.
Il display Amoled da 6.41 pollici è di ottima qualità, la resa dei video è eccezionale.
Le sessioni di gaming non deludono i più esigenti, sono totalmente assenti effetti ghosting o lag.

Cosa non ci piace:
La luminosità adattiva dello schermo è pigra.
Grande assente: la ricarica wireless. Ormai un must per i top di gamma.
La modalità “vibrazione” andrebbe rivista: dà l’impressione di avere una manciata di zanzare nella tasca.

Le nostre conclusioni sono tutto sommato positive, anche se il prodotto non ci ha convinto fino in fondo. Forse per le grandi aspettative che nutrivamo verso OnePlus. Di sicuro il fatto che il prezzo sia andato costantemente a salire (dai 299 euro del primo modello siamo arrivati al doppio) non lo rende più tanto vantaggioso in termini di scelta, mettendolo a confronto con molti prodotti premium. Non abbiamo notato poi innovazioni tecniche tali da giustificare una crescita così sostanziale del suo valore. A rendere agrodolce la nostra opinione è che non è più il prodotto esclusivo con una qualità/prezzo dei nostri sogni. In un mondo che è sempre più legato alla moda, chi vorrà fare l’alternativo ad ogni costo si dirigerà verso nuovi prodotti meno conosciuti, mentre noi – chiamateci conservatori – avremmo preferito un Galaxy Note 8, ormai disponibile a parità di prezzo, con carica wireless, gruppo ottico invidiabile, valori SAR bassissimi e specifiche tecniche di tutto rispetto.