Sabato, 27 Febbraio 2021 08:44

La beneficenza 2.0 a portata di smartphone

Le possibilità di fare del bene a qualcuno sono praticamente infinite. Alcuni esempi.

C'è un'app per tutto, anche per aiutare il prossimo. Per “prossimo” intendiamo sia persone che istituzioni, fondazioni di ricerca, cooperative sociali, utenti con disabilità. Le possibilità di fare del bene a qualcuno sono praticamente infinite.

L’Onu mette a disposizione “Share the Meal”, in collaborazione con il Programma Alimentare Mondiale, che permette di donare piccole somme in modo veloce e facile destinate all'acquisto di generi alimentari di prima necessità. Tramite l’app si può verificare lo stato delle donazioni e dei programmi intrapresi dall'agenzia, creare gruppi di beneficenza e informarsi sulle ultime iniziative.

Google stessa con il suo assistente Android ha fatto un passo notevole nella direzione della semplificazione, integrando nella sua intelligenza artificiale la funzione specifica per donare a molti enti e istituti convenzionati. In questo caso, per tutti gli utenti del “robottino verde” e di Google Home, basterà impostare un metodo di pagamento nella app Google Payments e successivamente attivare l'assistente con la propria voce pronunciando “Ehi Google, fai una donazione”. Seguendo la sua voce e le indicazioni si potrà portare a termine la procedura in modo diretto.

Persino Jimmy Wales, storico fondatore di Wikipedia, era entrato a far parte di una startup che raccogliesse tanti destinatari sotto un unico ombrello e che consentisse di fare donazioni in modo immediato. The People's Operator, questo era il nome della compagnia, nasceva come azienda che si occupava di servizi telefonici in modo “etico”. Nelle sue intenzioni era infatti possibile donare il 10% della propria bolletta verso una causa a piacimento, mentre il 25% del fatturato totale veniva versato in beneficenza. L'idea di fondo sulla quale si basava l'operatore di Mr. Wikipedia era quella di tagliare ogni tipo di costo legato al marketing e riconvertirlo in fondi destinati a enti che si occupano di povertà e cause benefiche, senza però rinunciare a investimenti in sviluppo e servizi. The People's Operator è stato un progetto pilota che ha fatto da apripista a un uso più etico delle risorse nel mondo della telefonia, anche se purtroppo non ha avuto il successo che avrebbe meritato a causa di molti disservizi tecnici.

Una app che invece funziona ancora benissimo e sta prendendo il volo è BOINC. Si tratta di un aggregatore di progetti basati sul calcolo condiviso, concetto di “beneficenza informatica” iniziato a fine anni '90 quando un grande movimento online si mise a disposizione del progetto SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence). Progetto che esiste ancora ed è stato ben raccontato nel film “Contact” con Jodie Foster. Funziona così: un’azienda che si occupa di elaborazione dati può disporre di super computer e potenza di calcolo enorme, ma mai quanto migliaia, milioni di computer e cellulari connessi insieme da internet. Un elaboratore divide le informazioni da analizzare in tanti piccoli pacchetti da inviare a chi ha BOINC installato, dopodiché il nostro dispositivo inizia a usare la propria potenza di calcolo per cercare particolari combinazioni o elementi utili alla ricerca. Alla fine il pacchetto analizzato viene rispedito all'elaboratore centrale che mette insieme i risultati ottenuti dai partecipanti. BOINC permette di scegliere il progetto che vogliamo aiutare tra tantissimi e di varia natura. Si va dalla ricerca sull'AIDS a quella di molecole anti-cancro, passando per l'elaborazione dei segnali provenienti dallo spazio del SETI fino alla ricerca pura sui numeri primi. Si tratta di una sorta di beneficeenza scientifica volontaria alla quale qualsiasi persona dotata di un PC, un tablet o un cellulare può partecipare sfruttando i momenti mentre teniamo il dispositivo in carica.

Chi preferisce occuparsi di cause più vicine alla natura e al pianeta può scaricare e utilizzare TREEDOM, una piattaforma dalla quale possiamo donare e seguire l'evoluzione di progetti specifici di rimboscamento in varie parti del mondo con foto, video e news in tempo reale su tutte le situazioni monitorate dall’azienda.

La nuova frontiera delle app per aiutare il prossimo è però basata sull'interazione utente-utente tramite internet, microfono e fotocamera per dare un aiuto diretto a chi ne ha bisogno in modo immediato. E' quello che ha pensato il fondatore di BeMyEyes, Hans Wiberg, quando ha creato questa app che si pone l'obiettivo di aiutare persone non vedenti o ipovedenti con l'aiuto di milioni di volontari. Si scarica (sia da App Store che Play Store) e la impostiamo come utilizzatori o volontari. Qualora una persona non vedente avesse bisogno, tramite un click si metterà in contatto con una persona che la aiuterà a risolvere situazioni nelle quali è necessaria la vista. Piccole azioni come decidere tra due colori di un vestito, ambientarsi in un luogo poco familiare, leggere etichette o date di scadenza sugli alimenti, ma che fanno la differenza nella vita quotidiana.

Il mondo della beneficenza su cellulare, come abbiamo visto, è veramente eterogeneo e viaggia attraverso app, operatori telefonici, piattaforme di calcolo condiviso e molto altro. Mai come oggi, fortunatamente, possiamo dire che “l'unione fa la forza”. La tecnologia sta riuscendo a unire milioni di persone in tutto il mondo in modo autonomo e diretto per combattere cause che fino a pochi anni fa necessitavano di molta più complessità organizzativa e costi. Un passo in più verso la ridistribuzione delle risorse collettive a favore di chi ne ha più bisogno, e tutto grazie a un'app.