Al secondo posto Unieuro City di Villa Rosa (Te) e al terzo Euronics di Lastra a Signa (Fi).

E' lo stesso punto vendita ad averci richiamato dopo che avevamo lasciato un messaggio. In più ci ha fornito tutte le informazioni di cui avevamo bisogno. Gli altri negozi visitati sono stati Unieuro e MediaWorld. Le nostre pagelle.

Pochi addetti dalle spiegazioni sommarie in uno spazio vuoto e scarsamente accogliente. E' stata l’esperienza presso lo store di Mediaworld della cittadina abruzzese, dove la freddezza della vendita si contrapponeva al caldo torrido dell’esterno.

Ne siamo stati testimoni mentre ci trovavamo in un punto vendita cesenate. La scenata di un addetto verso alcuni colleghi ha raggelato l’atmosfera nell’imbarazzo dei visitatori. Competenze a singhiozzo in tutte le superfici visitate.

Difficile che il consumatore riesca a distinguerli dai “veri” addetti. Ma il rischio per lo store è enorme. I risultati delle visite da Euronics e Unieuro, a Savona, e da MediaWorld a Genova.

In uno dei negozi lucani visitati abbiamo trovato un approccio basato su ascolto ed empatia, più comune in un pdv di prossimità che in una superficie di grandi dimensioni. Ma la proposta di servizi aggiuntivi è arrivata solo in un caso su tre.

Qualche problema di pulizia di troppo nel negozio Unieuro di Quartucciu, nel Cagliaritano. Mediaworld e Euronics, nel Sassarese, gli altri punti vendita visitati.

Abbiamo atteso la metà del mese di giugno per il nostro primo mystery shopper dopo la fase più acuta della pandemia provocata dal Covid-19. E siamo stati in Campania per visitare pdv di Trony, Unieuro e Mediaworld. 

Nel periodo post-quarantena abbiamo visitato tre pdv di Roma. In tutti i negozi il commesso ci ha “venduto” prodotti non disponibili: una lavasciuga, un pc e un frigorifero. Per quest’ultimo era prevista un’attesa di venti giorni. 

E' l’avvertimento, inquietante, che abbiamo ricevuto da un addetto ai tv nel nostro “giro” nell'Anconetano. Nel complesso, però, tre buoni pdv.